Massimiliano

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by sarah

Stavo andando in giro per la campagna a fare fotografie, quando vengo attratta da una costruzione mezzo diroccata di una villa che un tempo doveva essere stata molto bella. Le case diroccate esercitano su di me quel fascino misterioso che mi spinge a volerle visitare a tutti i costi, incurante del pericolo che si può correre. Sto scattando qualche foto, quando vengo spinta contro il muro. La sorpresa mi assale, faccio per reagire, ma qualcuno mi tiene contro il muro premendo il suo corpo contro il mio. Sento una mano che mi alza la gonna e mi  tocca le gambe,  mi percorre la pelle fino a toccare gli slip che indosso. Cerco di liberarmi, ma non ci riesco. Adesso ho paura. Chi sei chiedo con un sussurro di voce, mentre il terrore incomincia a farsi strada nella mia mente. Nessuna risposta, solo qualcuno che si struscia contro il mio sedere, protetto solo dagli slip. Cerco di girare il viso per vedere chi è, ma l’unica cosa che ottengo è una maggiore pressione contro il muro. Stai ferma, mi dice una voce, mentre sento il rumore di una fibbia che viene sganciata e una zip che viene abbassata e i miei slip che vengono scostati. Qualcuno mi attira verso di se e il suo membro si fa strada dentro me. “Sei bagnata” mi dice la voce e  incomincia a darmi dei colpi forti, quasi violenti. Non riesco a muovermi, la sua presa è sempre più forte e il muro mi impedisce di fare qualsiasi cosa. Ho paura e con un filo di voce, gli dico di smetterla di lasciarmi andare che non dirò nulla. Lui mi parla e poi si mette a ridere. La  sua voce, la conosco,  cerco di concentrarmi su di essa. Max!  Come realizzo che è lui, il mio corpo si rilassa.  Sei uno stronzo, gli grido e cerco di liberarmi, di farlo uscire da me, ma lui è più forte e alla fine non posso fare altro che pregarlo di non venirmi dentro. Quando sta per venire, esce da me e il suo sperma mi sporca le gambe. Sono incazzatissima. Lo insulto, ma lui mi attira a sè e mi bacia, mentre mi dice che sa che non l’ho dimenticato e che sa che lo voglio ancora. In parte ha ragione, lo voglio, ma lo vorrei solo per me, non voglio dividerlo con nessun’altra. Mi guarda negli occhi e capisco che ha vinto lui ancora una volta. Il fuoco che ardeva dentro di noi non si è spento, non del tutto almeno e mi basta averlo vicino per desiderarlo ancora.  La sua voce mi fa impazzire, i suoi occhi mi accendono di desiderio. Mi attira a se a mi bacia con passione, la sua lingua viola la mia bocca e io incapace di dirgli di no, rispondo ai suoi baci. Vieni, ho qui la macchina, ti ho seguita, mi dice. Mi prende per mano e mi fa salire sulla sua auto. Vorrei essere più forte e andarmene, dirgli che lo odio, che non voglio più vederlo, ma non ce la faccio. Saliamo dietro, mi attira a se e riprende a baciarmi. Avevo voglia di vederti e di sentirti mi dice mordendomi le labbra.

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All pictures included in this articles are © by Existentialdefiance

Le sue mani percorrono la curva del mio seno, mi aprono la camicetta nera che indosso. Non ho il reggiseno, cosi mi tocca i seni, li bacia, li succhia. Ma io voglio la sua bocca sulla mia, voglio sentire il suo sapore, ho bisogno dei suoi baci, cosi gli alzo il viso e cerco la sua bocca. Infilo la mia mano dentro la cerniera dei suoi pantaloni e cerco la sua virilità. Lo accarezzo e basta poco perché gli diventi duro di nuovo. Lo prendo in bocca. Mi piace il suo sapore, mi piace succhiarglielo, passare la punta della lingua intorno al glande, su tutta la sua asta, gli lecco i testicoli, so che gli piace e  piano le massaggio. Lo succhio e lo lecco, mentre lui si insinua con un dito dentro di me. Sono bagnata, lo voglio, apro le gambe e lui mi infila dentro due dita e le muove piano. Sa come farmi morire di desiderio. Lo guardo negli occhi, e gli ordino di  scoparmi. Mi chiede di pregarlo.  Sono infastidita, lo desidero e lo voglio sentire dentro adesso. Non voglio pregarlo, non se lo merita, soprattutto dopo lo spavento che mi ha fatto prendere. Pregami, mi dice lui perentorio, mentre muove le dita dentro di me, in maniera  più veloce. Non ce la faccio e mi sento dire “Ti prego, scopami. Ti voglio”. Non se lo fa ripetere. Si insinua in mezzo alle mie gambe, mentre mi apro per lui, per riceverlo. Mi infila dentro il suo membro e io  chiudo gli occhi per assaporare quella sensazione meravigliosa che mi invade ogni volta che sento il suo  cazzo che entra dentro me. Ad un tratto esce da me e mi dice che devo meritarmi di essere scopata da lui. Non capisco perché si comporta cosi, lo voglio e basta. Mi chiede di pregarlo, umilmente, vuole che mi umili per lui. Lo prego, lo supplico, lo voglio e farei qualsiasi cosa per lui. Mi fa promettere che sono a sua disposizione, per soddisfare i suoi desideri, come e quando vuole.  Mi sfiora le labbra e con un colpo deciso che mi lascia senza fiato rientra dentro di me. Mi scopa con colpi decisi, forti, lo sento dentro e mi piace da morire. Ci abbracciamo e ci baciamo. Cambiamo posizione, mi fa scendere dalla macchina e mi scopa da dietro, appoggiata al cofano della sua macchina. Sento il calore del suo corpo dietro di me, la sua asta  dentro di me ancora una volta. Mi tocco il clitoride, piano e poi sempre più veloce finché il piacere dell’orgasmo invade il mio corpo. Mentre vengo, lui si ferma dentro me, per sentire le contrazioni che scuotono il  mio corpo, poi riprende a scoparmi in maniera veloce e appena prima di venire, esce da me. alone_in_the_city_no_2_by_existentialdefiance-d2j6nceMi inginocchio davanti a lui, come vuole lui, con le gambe aperte, vuole guardarmi cosi, sempre. Prendo in bocca il suo pene e sento il mio sapore mischiato al suo nella mia bocca. Dopo pochi colpi con la lingua, il suo sperma mi invade la gola. Mi tiene la testa premuta contro di se, perché vuole che mandi giù tutto. Lo faccio, il suo sapore mi piace, è come miele e di lui voglio tutto. Ci abbracciamo e ci baciamo. Adesso anche lui conosce il nostro sapore che era rimasto sulle mie labbra. Ci rivestiamo e lui mi chiede se sono arrabbiata. Non lo sono, non ce la faccio ad essere arrabbiata con lui, ma gli dico che ho avuto paura. Non voglio succeda più. Non succederà mi promette, ma mi dice che non ha resistito alla tentazione di prendermi cosi. Mi bacia e mi tiene stretta a lui mentre si accende una sigaretta. Mi guarda negli occhi ma non dice nulla. Gli chiedo cosa c’è, ormai lo conosco e so quando qualcosa lo preoccupa. Mi dice che non vuole che vada in giro da sola, con i tempi che corrono non è sicuro e che quello che è appena successo è una dimostrazione. I suoi occhi si fanno scuri, per la prima volta scorgo sul suo volto la paura. Mi fa promettere di essere più prudente. Va bene – gli dico – farò attenzione, soprattutto quando sei nei paraggi e gli sorrido. Lui spegne la sigaretta calpestandola con un piede. Alza il suo sguardo verso di me e mi dice che non si deve scherzare su certe cose. Mi abbraccia  e mi bacia ancora, si stringe a me mentre gli accarezzo i capelli. “Ho paura di perderti” mi sussurra, mentre una lacrima gli riga il suo bellissimo volto. 

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