Attimi di noi…

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Kazarinakristina @2016 su gentile concessione

Stamattina giornata faticosa in ufficio. I computer che facevano i capricci, il capo rompicoglioni in andropausa che brontola per ogni cosa che non va, i caloriferi spenti e il solito collega che ti asfissia per un appuntamento che non gli concederete mai nemmeno tra un milione di anni. Mi sembrava di essere Fantozzi con la nuvoletta carica di pioggia che lo segue ovunque. Arrivo a casa pregustandomi già il bagno caldo che mi attende. Apro la porta e la spia della segreteria lampeggia. Non importa, può aspettare. Mi tolgo la gonna e la giacca, butto tutto  sul letto, poi le sistemerò nell’armadio. Vado in bagno, chiudo la vasca e faccio scorrere l’acqua calda. Verso i sali da bagno alla mandorla e l’olio al rosmarino rigenerante. Mentre scende l’acqua, la vasca si riempie di schiuma, cosi soffice e profumata. Mi tolgo la camicetta, le scarpe con i tacchi e resto in sottoveste. Mi siedo sul bordo della vasca e  tocco l’acqua con la mano per sentire se scotta. Va bene. Calda al punto giusto. Chiudo l’acqua, mi lego i capelli con un mollettone sopra la testa e già mi pregusto il momento in cui entrerò in quella vasca per potermi rilassare. Suonano alla porta, ma io non aspetto nessuno. Ho voglia di fare finta di non essere in casa. Il campanello suona ancora. Rimetto le scarpe e prendo l’accappatoio e mentre mi dirigo alla porta lo indosso alla meglio. Apro la porta convinta che sia qualche venditore ambulante, sono pronta a liquidarlo con poche parole, voglio rilassarmi nella mia vasca da bagno.  Massimiliano è li in piedi davanti a me, con una faccia da paura, è arrabbiato. Ormai conosco quello sguardo, un impeto d’ira trattenuto a stento si cela dietro a quegli occhi che mi guardano in modo quasi cattivo.

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©2016 KazarinaKristina.deviantart.com

“Ti ho telefonato, ma non mi hai risposto. Ti ho lasciato 4 messaggi in segreteria.” – mi dice subito lui, senza nemmeno salutarmi. Una scenata di gelosia in piena regola. Da lui non me lo aspettavo, non sono io quella sposata, ma lui forse non se lo ricorda. Glielo rammento, ma non mi va di litigare con lui. Il mio bagno mi aspetta. Lo invito ad andarsene. Mi guarda con gli occhi pieni di rabbia. “C’è qualcuno con te vero?” mi chiede.
“Non essere ridicolo, non c’è nessuno, sono appena rientrata a casa” gli rispondo. “E’ stata una mattinata pesante, stavo per farmi un bagno. Se non ci credi controlla pure”. Come una furia controlla la casa, entra in cucina, controlla il bagno e poi la camera da letto. Lo seguo sulla porta della camera, quando si gira verso di me lo abbraccio e lo bacio su una guancia. Mi fa tenerezza la sua gelosia, in fondo mi fa piacere, ci tiene a me almeno un pò. Mi abbraccia anche lui e mi bacia sulla bocca. Mi prende in braccio e mi porta sul letto. Mi slaccia l’accappatoio,  le sue dita sulla sottoveste di pizzo nero con fiori rossi. Il mio corpo freme. La sua bocca scende sul mio seno, le sue mani mi toccano. Gli passo le dita tra i capelli, lo desidero. Lui è il mio grande amore e lo sarà per sempre. Nessuno sarà mai come lui, quello che lui significa per me. So che anche per lui è lo stesso, me lo ripete spesso ultimamente. Se solo potessimo lasciarci tutto alle spalle, vivere il nostro amore liberamente, ma purtroppo non possiamo. Le sue mani si insinuano sotto la mia sottoveste e mi sfilano gli slip. Mi tocca tra le gambe, sono bagnata, mi infila un dito dentro. Piano gli slaccio la camicia, gliela tolgo, infilo le mie mani sotto la sua maglietta. Mi piace toccare il suo corpo cosi caldo, i suoi muscoli mi eccitano. Mi infila un dito in bocca e sento il mio sapore. Glielo succhio, mentre lo guardo negli occhi. Voglio che si renda conto che lo desidero. Si stacca da me e si toglie i pantaloni e i boxer. Il suo cazzo è quasi duro, si stende sul letto vicino a me, percorro con un dito le curve del suo corpo, guardandolo negli occhi. Mi chino su di lui e gli bacio i capezzoli, glieli succhio. Con la bocca comincio a scendere verso il suo ventre muscoloso. Gli bacio l’ombelico, indugiando con la mia lingua in quel punto e piano lo lecco. Scendo sempre più giù, fino a prendere il bocca il suo membro. Lo accarezzo e lo succhio. Salgo sopra di lui e mi infilo il suo cazzo duro dentro. Lo cavalco piano, adagio. Voglio godermelo cosi per un pò. Inarco la schiena all’indietro  e con le mani mi appoggio al letto.

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© 2016 KazarinaKristina.deviantart.com

Apro bene le gambe in modo che possa vedere il movimento del mio bacino, che va e viene su di lui. Voglio che veda bene il suo cazzo che entra ed esce da me. Con una mano mi massaggia il clitoride. Mi dice di andare più forte, lo faccio. Lo sento irrigidirsi, i muscoli si contraggono e mi viene dentro. Stringo i muscoli per trattenerlo dentro di me, mentre vengo anch’io. Ci abbracciamo. Mi bacia sulla punta del naso e sulle labbra. Mi dice che non vuole perdermi. Siamo sempre al solito punto e per noi non c’è via d’uscita. Lo zittisco con un dito sulle labbra. Non voglio parlarne adesso. Non voglio pensare che ha una moglie a casa che lo aspetta e che si preoccupa per lui, che si prende cura di lui. Mi alzo dal letto e gli tendo una mano. Voglio che mi segua. Il mio bagno mi aspetta. Entriamo nella vasca insieme. L’acqua è ormai tiepida, cosi tiro il tappo e  apro il rubinetto dell’acqua calda. Prendo il bagnoschiuma e ne metto un pò sulla spugna. Gli insapono il torace, la schiena, le braccia… scendo verso il suo ventre, gli insapono il membro, che comincia a risvegliarsi. Lo tocco piano con la spugna, come se avessi paura di romperlo. Poi lui si dedica a me, mi insapona la schiena, il seno, fino ad arrivare al mio pube. Apro le gambe per facilitargli il compito. Sento la spugna che mi sfiora le grandi labbra e un brivido mi invade. Mi insapona il sedere, mentre con un dito cerca di violare la mia intimità. Sa che non voglio, mi scosto da lui quel tanto che basta per farglielo capire. Apro l’acqua calda e aziono il miscelatore. Una pioggia di piccole gocce ci invade dall’alto lavando via la schiuma. Mi inginocchio davanti a lui e gli prendo il cazzo in bocca, l’acqua mi punge il viso. Lo lecco bene, finché gli diventa duro di nuovo.

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©2016 KazarinaKristina.deviantart.com

Adesso è  lui che si inginocchia davanti a me. Prende la mia gamba e la posa sul bordo della vasca. Gocce d’acqua e di desiderio cadono fuori dalla vasca formando una piccola pozza. Ho il suo viso davanti al mio sesso, mi apre con le mani, scoprendo il clitoride e incomincia a leccarmi le grandi labbra, le tira, le succhia sapientemente come lui sa fare. E’ bravo, ci sa fare con la lingua. Mi basta poco, la sua lingua ancora su di me. Non resisto, sento che sto per venire. Lo costringo ad alzarsi, lo voglio dentro, adesso. Non posso resistere ancora. Ho bisogno di sentirlo dentro di me.  Lui mi apre bene le gambe per entrarmi dentro. Mi scopa cosi appoggiati al muro freddo del bagno, su di noi l’acqua della doccia continua a scendere calda, sembra voglia proteggerci con il suo calore. Sento il suo cazzo che mi fa impazzire, cosi lungo e duro. Sussurro il suo nome mentre gli lecco l’orecchio. “Prendilo in bocca” -mi dice mentre esce da me, voglio venire nella tua bocca. Lo accontento. Mi metto davanti allo specchio e mi piego in avanti, con un ginocchio appoggiato sul bordo della vasca  in modo che lo specchio rifletta l’immagine del mio corpo nudo, mentre glielo lecco. Lui mi viene in bocca, il suo sperma si mescola all’acqua della doccia che scende. Mi da una pacca sul sedere mentre mi giro per uscire dalla vasca, mi attira verso di lui, mi stringe a se e mi bacia. Usciamo dalla doccia, i nostri corpi bagnati. Infilo l’accappatoio ma mi guardo bene dal chiuderlo, voglio che mi guardi cosi, nuda solo per lui,  mentre lui si avvolge in un asciugamano grande intorno ai fianchi. Ridiamo e ci baciamo ancora mentre torniamo in camera e ci mettiamo sul letto, l’uno abbracciato all’altra.  Restiamo cosi a parlare, a ridere e scherzare e a darci tanti bacetti come due ragazzini, incuranti di tutto quello che ci circonda, facendo finta che oggi il tempo si sia fermato solo per noi….

From The old blog “When I touch myself”

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