Submission (Sottomissione)

5735f6950fb09E’ iniziata da qualche settimana una nuova serie televisiva dal titolo “Submission” ovvero “Sottomissione” e rifà il verso a quell’obbrobrio di film che è “50 Sfumature di Grigio”, solo che nel secondo almeno c’era il sedere di Jamie Dornan che valeva la pena di vedere.
Qui Dornan non c’è e di bello da vedere non vi è assolutamente nulla. Una delusione su tutti i fronti. Non mi aspettavo di certo di vedere scene forti come quelle dei film a tema, (Sex and Submission, Hotgie, o Kinky tanto per citare alcuni siti che trattano questa disciplina) ma almeno un qualcosa di diverso dal solito stereotipo relativo al sesso sottomesso, che non è certo un collare con catena al collo, o una corda che ti lega a qualcosa o a qualcuno.

Tratta dal libro “Slave”, la serie dovrebbe essere un omaggio al mondo del BDSM e dovrebbe far capire il vero significato della sottomissione e della dominazione ai suoi spettatori.  Ma ahimè purtroppo non è cosi. Di dominazione e di sottomissione, non ce n’è proprio.

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Spanking 

Vi  è un master che in realtà è più sottomesso lui delle sue “sottomesse”. Ha due schiave che fanno quello che gli pare, lui non riesce a farsi ubbidire nemmeno se prega in Sumero, Hindi, Croato, Sunnito, Gujarati, Assiro ecc ecc. Sembra di vedere Renzi che cerca di farsi ascoltare da Angela Merkel. No way!!

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“I capelli me li lavo oggi o domani? ” sembra pensare la ragazza. Altro che timore della punizione o del master. Foto tratta dalla serie TV

Manca proprio l’essenza del BDSM, in questo telefilm distribuito da Showtime (UK), che non è solo un gioco di corde, fruste, spanking, caning, ecc., ma un modo di vivere una relazione che è divisa in due parti fondamentali: totale obbedienza, fiducia e devozione al proprio master o madam da parte della sottomessa e un sottile gioco psicologico da parte del padrone o della padrona, che coinvolge la/il sottomessa/o e che consiste non solo nel punire ma anche nell’educare.
Mi sono fatta una chiacchierata con una persona che il BDSM lo conosce meglio di me e lui ha avuto la gentilezza di spiegarmi meglio alcune cose. Ad esempio l’uso del collare deriva dalla cultura gay e nel BDSM aveva quasi il ruolo di un anello di fidanzamento o di matrimonio.  Adesso il collare è solo un qualcosa per fare scena.

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Bondage con corde

Il materiale con cui era fatto indicava la tipologia e la profondità del rapporto, oggi indica solo appartenenza. “All’epoca non è che ti potevi definire “Dom” solo perchè ti andava.  Dovevi essere riconosciuto come tale e non era un percorso nè facile nè semplice.” mi ha detto. – “Quel mondo era fatto di rigidi “protocolli” e momenti, di derivazione militare sopratutto. Da qui ordini, gerarchie, punizioni. Oggi il mondo è diverso, il collare ormai è un oggetto goth, metal o di altre sottoculture simili e lo si indossa anche senza la presenza di un padrone. All’epoca invece indicava uno status ben preciso, status che veniva “esplicitato” dalla tipologia di collare indossato”.
Il collare infatti viene donato, anche oggi, ma non è di proprietà della persona a cui viene donato. E’ una concessione, un donare qualcosa di suo, di proprietà del Dom verso la sua sub (e questo vale anche per le domine verso i loro sub).

Se il sub o la sub si toglieva il collare di sua spontanea volontà, significava di per sè la fine del rapporto. Il collare rappresentava cosi uno status e il grado di addestramento a cui il sub era giunto, in pratica era come un anello di fidanzamento che indicava che chi lo portava era di proprietà del suo master o mistress.
“Le tipologie di collare erano varie. Si passava dal “Collare di protezione”, un semplice collare senza anello o con anello piccolissimo che faceva capire che chi lo portava era “protetto” da un membro della comunità (BDSM) e che rompergli le scatole non era cosa gradita.

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Bondage 

Si passava  poi  ai collari di considerazione (tipo “si, questa persona mi interessa” ) e Addestramento (“sto formando questa persona come un Sub perfetto”), via via sempre più elaborati (ad esempio con la presenza di un lucchetto con la chiave che teneva il dom nel caso del collare di considerazione, a simboleggiare la non stabilità della situazione). Per poi finire al collare di appartenenza che significa “questa persona è mia” – “oggi questa tipologia però non si usa più tanto e per colpa anche dei Dom”.

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Pinwheel

Le slave o gli slave possono anche essere condivisi. “Se un Dom voleva condividere con gli altri la sua sub sceglieva chi reputava degno e diceva a lei di andare con l’altro tizio.
Non era difficile, ma condividere una propria sub era (ed è) comunque un impegno”.
Insomma il  bdsm infatti nasceva come disciplina e controllo, ora per molti è semplicemente sadismo e “botte”,  ma  questo aspetto deve essere contestualizzato.

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12 pensieri su “Submission (Sottomissione)

  1. Generalizzazioni dei media. L’ennesimo caso in cui la “globalizzazione informatica” ha fatto solo danni. Regole, disciplina, dogmi di uno stile di vita sono stati sviliti e gettati in “pasto ai cani”.
    P.S. non fidarti troppo dei “siti a tema”…anche lì è pieno di individui che si sono fatti esperienze ed idee virtuali (grossolane ed “aggiustate”), di cacciatori di fica e casalinghe annoiate…

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    • Il problema non è tanto la disinformazione che i media fanno su questo argomento. Si sa che questi sono prodotti commerciali atti solo a far cassa. Il vero problema sono i millantatori che per un pò di sesso si fingono quello che non sono dando una versione stereotipata del BDSM e di tutto ciò che ruota attorno a questo mondo. La mia esperienza nei gruppi a tema italiani (a parte qualche caso) è stata veramente pessima. Mai incontrato (per fortuna solo virtualmente) tanti imbecilli. I veri masters sono veramente pochi e quei pochi con cui ho avuto e ho contatti sono dei signori nel vero senso della parola perchè la prima cosa che traspare dal loro modo di essere è il rispetto verso la persona con la quale interagiscono. Per altro in questi gruppi sono sempre tutti molto aggressivi verso i nuovi membri (all’inizio pensavo fosse solo perchè io ho chiarito subito che questa disciplina non era parte di me) ma poi ho visto che è un comportamento che hanno verso tutti. Ho letto ad esempio di una persona che chiedeva se qualcuno potesse spiegare la differenza tra i Bottom, gli slaves, ecc e invece di essere cortesi e gentili, sembravano un branco di lupi. Io visto che non conoscevo questa differenza e mi interessava la cosa, ho preferito chiedere al gruppo inglese BDSM beginner guide e loro molto gentilmente hanno fatto un articolo sul loro blog dove hanno spiegato questa differenza.
      non mi piace avere a che fare con persone maleducate, cosi preferisco evitare i gruppi italiani e avvalermi di quelli americani anche se a detta di qualcuno, loro praticano un Bdsm soft.
      Io ho notato una grande differenza tra come vanno le cose in Italia dove il sesso è alla base di tutto e in America dove il sesso è una cosa a parte.
      Per me avere persone che hanno la pazienza di spiegarmi certe cose, che mi consigliano quando devo scrivere una scena per il libro e con cui posso confrontarmi è molto importante e anche se l’inglese non lo conosco benissimo, preferisco frequentare questi gruppi che quelli italiani.

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      • Infatti nel calderone avevo messo anche i “cacciatori di fica” e le “casalinghe annoiate”. Il problema delle community italiane, gestite al 90% per fini commerciali da proprietari di sexy shop e da chi lucra su serate organizzate in locali e corsi a pagamento di bondage (e parlo con cognizione di causa) hanno subito negli anni una sorta di “degenerazione mentale” che li ha portati a credersi una sorta di élite. Io ho avuto una formazione “a pelle” in Francia, in un periodo in cui internet ancora non esisteva o quasi e lì si poteva veramente parlare di élite (sia dal punto di vista sociale/culturale che mentale). Mi sono affacciato sul web nel 2000 e ho trovato community e forum a tema che si combattevano tra loro neanche fossero feudi che dovevano acclarare la loro supremazia sull’argomento (senza contare le guerre intestine e le espulsioni dettate unicamente dalle simpatie dei moderatori). Non seguo i gruppi inglesi (sono più francofono) e non so dirti in merito, ma anni fa grazie ad una mia schiava anglomaniaca ebbi modo di conoscere una coppia di colore Master/slave di una simpatia e disponibilità unica ed il lui di questa “unione” era anche un esponente abbastanza di spicco nell’ambiente, quindi non mi sento di contraddirti in merito.
        Ora come ora cerco di affacciarmi il meno possibile sul sadoweb e cerco di “crearmi” questo particolare tipo di rapporto “sulla strada” conoscendo donne e valutando se possono essere introdotte nel “mio mondo”. Cosa non facile, anzi e devo dire che sento anche un po’ la mancanza dell’interazione verbale con altri “esseri della mia specie”.
        ….mais ça va sans dire… 😉
        P.S. perdonami per il commento prolisso e ridondante! 🙂

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      • Sono appunto questi pseudo personaggi che sono diventati masters o slave proprio per una questione di Business e tra questi ci metto pure le varie mistress che lo fanno unicamente per lavoro, che fanno si che il vero significato del BDSM si perda. Una cosa che mi fa molto sorridere, quando sento di una mistress che dice che per lei il BDSM è uno stile di vita e poi leggo che per incontrarla bisogna sborsare dai 500 euro in su e se chiedi loro se sono escort, si offendono pure.
        io ricordo che ai tempi del primo blog, quando scrivevo queste storie, ero iscritta in un sito che si chiamava Manette Matte, ma sinceramente non ricordo di aver mai avuto a che fare con cafoni, coglioni (scusa il francesismo), ed esaltati come attualmente con i gruppi di FB (anche se non tutti i membri sono cosi, ce ne sono alcuni molto carini e disponibili). Sinceramente con i gruppi italiani, ho avuto esperienze totalmente assurde. Le peggiori: un certo scrittore coronato che mi ha fatto un test (sul perchè un tizio che conosceva, si vantava di aver fatto una cosa che secondo lui non avrebbe dovuto fare) che evidentemente non ho passato, mentre la seconda è avvenuta di recente dove sono stata immischiata contro la mia volontà, nei dispetti che una ex coppia si facevano perchè lei (sposata) era gelosa di lui (sposato e traditore che si scopa chiunque può) l’ha mollata perchè lei era gelosa di lui. Per altro lui è un emerito coglione che crede che le donne siano tutti esseri inferiori. Il post che ho fatto sulla gelosia, era per spiegare appunto il mio pensiero al momento attuale e non un attacco contro sta demente (che guarda caso mi ha aggiunta tra le amiche e sul suo gruppetto di esaltati dove lei fa l’ape regina, perchè pensava che essendo amiche io non avrei accettato di incontrare lui (cosa che per altro non mi è mai interessata, cosi come non mi interessa incontrare nessun’altro).
        Del resto pare che Dio li faccia e poi li accoppi.
        Io come dicevo preferisco il confronto con persone educate e civili, sti elementi preferisco evitarli.
        se ti va di chiacchierare in privato, puoi trovarvi a questa mail
        destiny@libero.it
        ciao

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      • Manette Matte, Anastasja ed il suo slave Nunchago…. Bei ricordi e belle cene qui a Roma! Chissà che fine hanno fatto? Quella era gente che faceva D/s con il cervello, altrochè!

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    • Grazie ma il merito è di chi mi ha spiegato le cose. Ci sarebbero ancora un sacco di cose da approfondire, tipo quelle inerenti i nodi, le punizioni, ecc.
      Purtroppo molti pensano che avere una schiava significhi ordinare ad una donna, di lavare, pulire, cucinare, fare la polvere e alla fine soddisfarli sessualmente, e per loro questo è essere masters.
      Il problema è entrare in contatto con le persone giuste e non esaltati che cercano di risparmiare le spese della colf. Al momento mi sono iscritta ad un sito e alcuni mi hanno già contattato ma non mi fido molto.
      vedremo cosa ne uscirà….

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