Heart and Pain (parte seconda)

Just gonna stand there /  And watch me burn
But that’s alright / Because I like / The way it hurts.
Just gonna stand there / And hear me cry / But that’s alright
Because I love / The way you lie.
I love the way you lie. / I love the way you lie.

Prende qualcosa dalla borsa, che ha posato sul letto, vicino a lui. Cerco di guardare cosa sta facendo, ma la posizione me lo impedisce. Mi passa una mano sul mio inguine, che è rosso, e mi fa un pò male. Mi infila dentro qualcosa che brucia. Ride, mentre io cerco di liberarmi da lui. Mi tiene le gambe aperte, ferme con le mani. Mi guarda divertito, eccitato. Cerco di spingere fuori da me quello che mi ha messo dentro, ma lui me lo impedisce. Smetto di lottare mentre le lacrime scendono sulle mie guance. Ha vinto lui stavolta, la sofferenza appare sul mio viso. Prende una candela e la accende. No, lo prego.

aed_5666_by_lr_production_de-d9gi54t

©LP-Production-de.deviantart.com (used by permission) 2016

La prima goccia di cera bollente mi cade sul seno destro, mi scotta, ma il dolore è sopportabile. Poi altre gocce cadono su di me, come se fossero tante piccole lacrime di lava e in base alla distanza in cui tiene la candela, la cera mi ferisce scottandomi. Mi riempie il seno di cera, fa cadere gocce sulla mia pancia, nel mio ombelico, sul mio pube. Mi scopre il clitoride e fa cadere qualche goccia anche li. Sono spaventata, ho paura. Urlo, più che altro per la paura di provare dolore. Mi divincolo, lotto come una furia, ma l’unica cosa che ottengo è che le manette mi si stringano di più attorno ai polsi. Sono legata e completamente in sua balia, è inutile lottare, lui mi tiene prigioniera. Capisco che è tutto inutile. Lo guardo negli occhi e gli chiedo di nuovo “perché”? Ride di me, della mia disperazione e del mio dolore. Mi toglie un pò di cera con le mani e mi toglie quello che mi ha infilato dentro e si massaggia il pene già duro. Ha un bel membro, molto lungo e grosso. Me lo infila dentro e mi fa sua cosi, come se fossi un oggetto che gli appartiene. La vagina mi fa male, è irritata, rossa e provo solo fastidio.

aed_0685_by_lr_production_de-d9gi4zh

© 2016 LR-production-de.deviantart.com

Spero che venga presto. Prende ancora qualcosa dal letto e sento un ronzio. Il panico mi assale, non riesco a vedere di cosa si tratta e ho paura. Mi mette davanti agli occhi una specie di macchinetta che emette delle vibrazioni. Me la posa sul clitoride e la tiene premuta. Mi scopa  più piano adesso, mentre quella cosa che ronza mi trasmette sensazioni piacevoli. Aumenta la velocità della macchinetta e comincia a muoversi più forte. Veniamo quasi insieme. Io ho un orgasmo molto forte, intenso che mi lascia stordita. Lo sperma mi cola tra le gambe, mentre lui si siede su me, con il pene davanti alla mia bocca. Mi ordina di aprire la bocca e di leccarglielo. Ubbidisco, un po per paura di altre punizioni, un po perché mi piace. E’ ancora mezzo duro e prima che si sgonfi del tutto glielo lecco bene, fissandolo negli occhi. Il suo sperma ha un sapore strano, pizzica un po. Mi bacia e mi tira ancora  i capezzoli e mi schiaffeggia il seno. Vorrei potermi difendere, spingerlo via ma non posso muovermi. Mi ammira ancora un po, poi mi libera le mani. Tremante mi alzo dal letto, le gambe mi si piegano, sono tutta dolorante. Mi tocco tra le gambe,  il sedere mi fa male ed è rosso e cominciano ad apparire segni lievemente bluastri, anche il seno mi brucia, per colpa della cera. Vado in bagno e apro l’acqua fredda e mi lavo a lungo, sperando che l’acqua fredda allevi il mio tormento. Ritorno in camera da letto,  tiro fuori dal cassetto una camicia da notte di cotone, di quelle estive, in modo che non mi scaldi il corpo già martoriato. Lo guardo ma non dico nulla. Mille pensieri mi passano per la testa. Anche lui mi guarda e mi dice che sono bella con quei segni sulla pelle, mi dice di non mettere niente addosso e mi chiede se ho dell’olio.

lr_04154_by_lr_production_de-da0us1a

©2016 LR-production-de.deviantart.com

Nel cassetto del comò dico, evitando di aggiungere altro perché finiremmo per litigare.  Mi fa stendere sul letto a pancia in sotto e mi comincia a massaggiare il sedere con l’olio. Poi mi fa girare e mi cosparge di olio il seno e la pancia, mi massaggia sapientemente, fino ad arrivare al mio inguine. Quando ha finito mi fa mettere a letto  e mi viene vicino, mi bacia e mi abbraccia. Mi dice che come prima lezione può bastare. Imparerò ad essere docile e a soddisfare i suoi desideri. Mi verrebbe da urlargli “Fottiti” ma non lo faccio, ma medito vendetta.  Gioca un pò con il mio seno, ne prende in bocca uno e lo succhia, ma mi fa troppo male dappertutto per eccitarmi. Mi chiede se mi è piaciuto, non gli rispondo, se anche mi fosse piaciuto a lui non lo confesserei mai. Si stende vicino a me, mi bacia sulla bocca, mentre io cerco di sfuggirgli. Non voglio che pensi che possa fare quello che gli pare, quando gli pare. “Ti amo –  mi dice prendendomi una mano. – sei tutto quello che ho”. E’ strano, è cosi fragile certe volte che mi sembra un bambino che ha bisogno di rassicurazioni. Mi giro verso di lui, gli scosto una ciocca di capelli dalla fronte e gli dico che anch’io lo amo, il resto non posso prometterglielo per ovvie ragioni. Ci addormentiamo cosi, vicini e abbracciati. Mi sveglio con una strana sensazione, sono quasi eccitata. Sento qualcosa che si muove tra le mie gambe, lo stesso ronzio di ieri sera. Apro gli occhi e mi ricordo di tutto.

aed_7516_by_lr_production_de-d9juvwx

© 2016 LR-production-de.deviantart.com

Massimiliano è li, che mi lecca, che usa ancora quell’apparecchio su di me, cosi  apro bene le gambe, voglio che mi faccia godere. Mi infila un dito dentro e sento che non mi brucia come ieri sera. Lo muove piano e mi lecca ancora. Sposto l’apparecchio, voglio sentire la sua lingua si di me. Vengo tenendogli la testa premuta contro il mio ventre. Mi abbraccia e mi bacia. Sulla sua bocca  ha il mio sapore. Allungo una mano per ricambiare il favore ma lui mi dice che questa mattina sarà dedicata solo a me, non devo pensare a lui. Stiamo un po li a baciarci, poi mi chiede ancora della sera precedente. Gli domando perché ha fatto tutto questo e lui mi risponde che lo ha fatto perché noi ci apparteniamo e lui aveva bisogno di sentirlo, se voglio potrò fare lo stesso con lui, ma sta mentendo, lo so, non me lo permetterebbe mai. Lo guardo e lo bacio sulla fronte, non mi va di affrontare quell’argomento in quel momento,  gli spiego. Mi alzo e gli domando se vuole del caffè, lui mi attira a sé e mi ritrovo di nuovo sul letto con lui sopra di me. Mi guarda, nei suoi occhi c’è passione e desiderio. Gli prendo la testa fra le mani e lo attiro verso di me in cerca della sua bocca. Non smetterò mai di desiderarlo, perché solo lui sa farmi sentire cosi  viva.

Annunci

2 pensieri su “Heart and Pain (parte seconda)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...