All that remains

I don’t know where to find you
I don’t know how to reach you
I hear your voice in the wind
I feel you under my skin Nothing more to explain
I know all that remains Is a piano that plays
Within my heart and my soul
I wait for you
Adagio

Per Martina ♥

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La luce calda del pomeriggio stava ormai scomparendo per lasciare posto alle ombre della sera che stava arrivando. Ormai la mia vacanza sta finendo ma non ho nessuna voglia di rientrare in città. Il panorama è fantastico, le persone sono cordiali, la vita qui sembra uscita da un romanzo rosa dove tutto è perfetto. Perfino i ricordi di quello che mi sono lasciata alle spalle fanno meno male, sembra tutto cosi irreale qui, quasi fosse solo un sogno. Il rumore delle onde mi tiene compagnia mentre, persa nei miei pensieri cammino percorrendo la rena che ormai si sta raffreddando. Voglio godermi ogni istante, finché potrò… Osservo le onde infrangersi, come tanti sogni che mai si realizzeranno contro un gruppo di scogli che sono li vicino, mentre i gabbiani volano alti nel cielo. La brezza mi scompiglia i capelli e il vestito mi si attorciglia alle gambe abbronzate. Scosto i capelli con una mano e in quello scorcio di natura cosi magico la musica di un piano che suona riempie l’aria con le sue note. Riconosco quella canzone, è Adagio di Albinoni.

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The Rocco legacy (L’eredità di Rocco)

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Rocco Siffredi  – foto dal web

Non so perchè ma a me Rocco Siffredi, protagonista di oltre 1500 film hard, non ha mai ispirato sesso ma mi  è sempre sembrato un “orsetto cuccioloso”. Avete presente quei cagnolini teneri e pieni di pelo che stareste ore e ore a fargli i grattini sul pancino perchè sono troppo carini e non riuscite a smettere di coccolarli? Ecco! Questo è per me Rocco.

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Siffredi con la moglie Rozsa –  Foto dal web

Più che come un amante io l’ho sempre visto come l’amico che sa farti sempre ridere, o che ti da consigli senza mai farti pesare le cose, il classico BFF che sa consolare una donna in crisi per una delusione d’amore. Eppure a 52 anni Rocco è ancora il mito indiscusso dell’hard italiano. Nonostante i cinquantadue anni suonati e la promessa di ritirarsi dalle scene, è ancora in auge. In rete si possono vedere le sue gesta con attrici stupende come Dalhia Sky, Skin Diamonds, Dana DeArmond o Riley Reid (quasi tutti girati nella grande casa di un’altro sex symbol:  James Deen – lui si che è un gran bel gnoccolone!!!).
Qualche sera fa, ero a cena insieme ad altre amiche a casa di Martina, splendida donna di … (non l’ho detto prrrrrrr) sposatissima da anni (circa ventidue credo) e che dice di sopportare (sempre meno) quel santo di suo marito.

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Rocco e Moana Pozzi. – Fonte Wiky

Martina ha sempre avuto un debole per Rocco, lui sarebbe l’unico uomo con cui scapperebbe e con cui tradirebbe suo marito. Cosi mi arriva la richiesta, cosa che per altro aveva già fatto a febbraio quando ho riportato questo blog on line, di scriverle una storia che abbia come protagonisti lei e Rocco. Se non lo può avere nella realtà, che sia almeno nella finzione dice. Non prometto nulla ma se mi uscirà qualcosa la pubblicherò. Lo so una promessa è una promessa e dovrei impegnarmi di più e bla bla bla… Comunque, Martina è preoccupata. Ci informa che su un giornale ha letto che nonostante i tentativi fatti di trovare un suo sostituto, pare che nessuno sia stato all’altezza di sostituire il re del porno. Io propongo di mandargli suo marito, ma la cosa viene cestinata subito, tra risatine varie. Lui appare sulla porta (‘natra vorta) e ci  informa che lui ha avuto un sacco di donne anche se non è Rocco e se sua moglie è ancora li ci sarà un motivo. Scoppiamo tutte a ridere mentre lui stizzito se ne va dicendoci che non capiamo niente.

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Con ironia da Attualissimo.it  – Un finto candidato per le politiche del 2013

Insomma pare che nessuno sia all’altezza di diventare il nuovo Italian Stallion. Martina è categorica. Nessuno sarà mai all’altezza di Siffredi, perché lui – dice – è un attore che sa come comportarsi con una donna, che sa fare felice la partner e che lo fa in modo divino.
Cosi incuriosite cerchiamo in rete qualche video che lo immortalano all’opera. Sinceramente un paio di suoi film li avevo visti alcuni anni or sono,  un mio amico (solo amico) era fissato sul voler imitare Rocco perché “italiano vero” e aveva tutta una serie di VHS e CD che collezionava e da cui traeva ispirazione con le donne.
Cerchiamo e vediamo alcuni contenuti, Claudio (il marito di Martina) riappare per prendere un qualcosa e intanto butta un occhio al pc portatile aperto sul tavolo cosi lo prendiamo un pò in giro e lui stizzito se ne va ribadendo che non capiamo un ca*** (tanto per essere in tema).
Mi piacerebbe proprio sapere perché Rocco si senta deluso dai suoi pupilli  visto che ha lanciato lui  gli attori  Franco Trentalance che attualmente vende video-corsi per insegnare a fare felici il proprio partner, o Max Felicitas giovane ventireenne salito alla ribalta dalla manifestazione Bergamo-sex. Quello che è certo è che il grande Rocco mette a disposizione di chi vuole imparare, la sua esperienza fondando l’omonima scuola per formare le nuove leve del porno nella sua Siffredi Hard Accademy. Pochi comunque sanno che dietro all’uomo di spettacolo, al dio del sesso, si nasconde un uomo dedito alla famiglia, sposato da oltre vent’anni con la moglie (ex modella ed ex attrice porno) Rozsa Tassi e che si è dedicato in questi anni ad opere di beneficenza nella sua terra di origine l’Abruzzo. Non va inoltre dimenticato che Rocco è sempre stato impegnato anche nel sociale contribuendo a diverse campagne contro l’abbandono degli animali.
Lunga vita al re dunque!

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Siffredi nella campagna contro l’abbandono degli animali di Velvetpets.it

Women’s secrets

I regret NOTHING in my life                          
even if my past was full of hurt,
I still look back and smile,
because
it MADE ME  who I am TODAY                      

(Non mi pento di nulla nella mia vita                
anche se il mio passato è pieno di dolore,
Mi volto indietro e sorrido,
perchè
mi ha reso quello che sono oggi.)

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All pictures used in this story are © by ExposedMePhotography

….. La mia cagnolina mi fa le feste come apro la porta. Glielo presento, lui e Nicole fanno subito amicizia. La invito a liberarsi del giaccone e a fare come se fosse a casa sua. Tolgo la giacca del mio tailleur e  il top che indosso lascia intravedere il mio reggiseno nero. Nicole mi fa i complimenti per il mio gusto nello scegliere l’intimo.

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Exposedmephotography.deviantart.com ©2016

“Io non so mai cosa comprare e finisco sempre per acquistare cose banali.” dice lei distogliendo lo sguardo da me.
“Se vuoi ti porto fare un giro nel negozio dove compro io le mie cose”  le propongo. Lei  accetta abbozzando un sorriso. Le vado vicino e le sfioro il seno attraverso il maglione che indossa.  Ha un seno grande,  come piace a me e come piace a Massimiliano. Lei non dice nulla, socchiude le labbra in un gesto che dice tutto.
“Se vuoi ti faccio provare alcune cose mie che dovrebbero starti bene” – le dico – “Vieni con me”. La prendo per mano e la porto in camera, apro il cassetto nell’armadio dove tengo i reggiseni e gli altri capi di intimo e tiro fuori un reggiseno di pizzo nero con fiori rossi di Lise Charmell. Glielo porgo e le dico di provalo. Si toglie il maglioncino di cachemire color panna, la maglietta bianca e il reggiseno semplice di cotone bianco che indossa. Il suo seno è bellissimo, pieno, i suoi capezzoli sono eretti. I suoi sono  capezzoli noto che sono scuri rispetto ai miei che sono chiari. E’ eccitata. Non mostra segni di vergogna o di pudore a stare cosi di fronte a me. E’ fiera del suo seno e lo dimostra. Cerco nel cassetto gli slip coordinati (io uso solo completi) e le dico di metterli cosi potremmo valutare come le stanno. Si toglie i pantaloni e i suoi slip e indossa quelli miei. Non è certamente una ragazza vergognosa, da quello che noto ama vivere la sua sessualità senza falsi moralismi e senza vergogna. In fondo siamo nati per amare. La faccio girare, sul sedere le stesse strisce come sulle cosce. E’ eccitante vedere quei segni colorare la sua pelle diafana, pensare a chi glieli ha fatti, al suo dolore e al suo piacere.

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©ExposedMephotography.deviantart.com2016

La faccio girare e guardare nello specchio, sta bene con quel completo che mette in risalto il colore dei suoi capelli. Cerco un’altra cosa, una guepierre  che avevo comprato ma che non ho mai indossato con il perizoma abbinato. Le chiedo di indossarla. Lei infila le mani e poi si alza i lunghi capelli rossi e si gira come per chiedermi di aiutarla. L’aiuto ad allacciare tutti i gancetti e mentre lo faccio accarezzo la sua pelle morbida. Ha un piccolo tatuaggio sulla spalla destra. Lo sfioro con il dito e lei sorride come se le ricordasse qualcosa di bello. Il tatuaggio è una piccola stella racchiusa in un cerchio e una data.  Lei si infila il perizoma nero che le porgo senza dire nulla. E’ docile, sottomessa, accondiscendente. Nicole ha ancora indosso un paio di gambaletti che portava con gli stivali. Non vanno bene, prendo un paio di calze da allacciare al reggicalze della guepierre e le dico di metterle cosi vediamo tutto l’insieme. Apre la busta delle calze e con molta cura le indossa. E’ bellissima. La faccio avvicinare alle ante a specchio dell’armadio, e le dico di guardarsi. Il seno è scoperto e sorretto dai ferretti della guepierre. Glielo tocco con le mani. I capezzoli sono durissimi, mi viene voglia di tirarglieli ma non lo faccio. Le mie mani scendono verso il suo sedere. lei geme al mio tocco. stella_rose_2_by_exposemephotography-d7mvwy3Le scosto i capelli dall’orecchio e le sussurro che è bellissima. Le mie mani scendono a toccare la sua coscia mentre le dico che anche lei hai i segni come me sulle gambe e sul sedere. Lo specchio riflette le nostre immagini. Lei si gira a mi bacia sulla bocca. La sua lingua mi invade in un dolce abbraccio delicato e puro.
Lei si scosta da me e mi confessa che quei segni glieli ha fatto una persona che ha conosciuto in un gruppo su internet e che le piace essere dominata dalle donne. Le sorrido in segno di comprensione e la faccio voltare verso di me. I nostri corpi si sfiorano, avvicino le labbra alle sue, ma non la bacio. Voglio che desideri la mia bocca. Le tocco ancora il seno, lei emette un gemito di piacere trattenuto. La mia mano scende fino a sfiorare il perizoma. La tocco in mezzo alle gambe e sento i suoi umori sulla mia mano. Mi chiede se può toccarmi e io le rispondo di si. Le sue mani tremanti di desiderio mi tolgono la camicetta. Siamo tutte e due con addosso solo la biancheria intima. I nostri corpi caldi si toccano. Le mie labbra si avvicinano alle sue, la bacio, la mia lingua tocca la sua. Mi stacco da lei per osservare la sua bellezza. E’ perfetta, sembra una dea.  Lei si inginocchia ai miei piedi e io penso voglia solo sfilarmi la gonna .
“Vuoi essere la mia Ma’am?” domanda.
“La tua cosa?” a guardo incuriosita da quella domanda. Mi spiega che la Ma’am è la padrona, la mistress, ovvero colei che domina e che vorrebbe che diventassi la sua padrona. Mi sento lusingata, ma non so se sarei in grado di farlo, umiliare qualcuno mi sembra una brutta cosa. Ci posso provare le dico, ma avrò bisogno dell’aiuto di quel mio amico, perché lui potrà insegnarmi ad essere una buona padrona. Quello che vuole lei Ma’am mi risponde. Ad ubbidire è certamente più brava di me. Le ordino di alzarsi. Le faccio mettere le mani sopra la testa e le faccio aprire le gambe come Massimiliano aveva fatto con me. Mi sento eccitata all’idea di avere una ragazza bellissima e disponibile  come “serva”, poterla usare come e quando voglio,  anche se non so ancora bene cosa devo fare per diventare una brava mistress. Vado nel bagno e prendo la mia spazzola per i capelli. E’ di legno ed è piatta. Mi ricorda vagamente la paletta nera che ha colpito il mio povero sedere. La faccio mettere davanti allo specchio, nella stessa posizione di prima. Le accarezzo il seno destro e mentre chiude gli occhi, tiro il suo capezzolo prima piano e poi più forte. Nicole geme.  Giro intorno a lei, le tocco il sedere e la colpisco con la spazzola. Mi ringrazia. La colpisco ancora, anche se non le do colpi molto forti il suo sedere si arrossa ed è caldissimo, la sua pelle deve bruciare ma lei non dice nulla. La faccio piegare in avanti, il filo del perizoma le penetra nell’incavo del sedere dividendolo in due. La tocco tra le gambe. E’ bagnatissima. Anch’io sono bagnata e ho voglia di farmela leccare. Gioco un po’ con il filo del perizoma, lo tiro e colpisco il suo sedere con la mano aperta. L’impronta della mia mano si disegna sulla sua pelle. Geme ancora. La faccio girare, colpisco i suoi seni con le mani diverse volte, le tiro i capezzoli, glieli lecco e glieli mordo. Le tocco ancora tra le gambe  e inserisco due dita dentro di lei. Ha qualcosa attaccato alle labbra della vagina che io non avevo notato. Le dico di togliere il perizoma e lei ubbidisce.

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©2016 Exposedmephotography

Mi piace fare la padrona! E’ inebriante avere qualcuno che ti ubbidisce, che fa quello che vuoi senza dover discutere sempre. La faccio stendere sul letto e le ordino di aprire le gambe. Alle labbra  ha due anelli di metallo. Mi ricordo di  quando Massimiliano mi ha attaccato i pesi e al dolore e all’eccitazione che ho provato. Glieli tiro piano, ho paura di farle male. Le infilo due dita dentro e le muovo piano. Mi vengono in mente le mollette da bucato. Vado a prenderle e gliele metto sulle grandi labbra come avevo fatto con Laura tempo addietro. Mugola di piacere e io mi stupisco. Le dico di tenere aperta la sua fessura con le mani, voglio fotografarla cosi. Ubbidisce al mio desiderio. Prendo il telefonino e scatto una foto. Guardati le ordino. Si osserva sul telefonino, aperta e invitante. Apro il cassetto del comodino e tiro fuori Willy (è cosi che chiamo il mio vibratore) quello che uso in quei momenti in cui sono sola e ho voglia di divertimi senza prepotenti o frignoni intorno. Amo gli uomini ma certe volte non sopporto il loro vittimismo o la loro prepotenza, cosi….  Avvicino la bocca alla sua fessura, la apro con le mani e con la lingua inizio a prendermi cura di lei. Nicole alza il bacino e infilo la lingua  più a fondo dentro di lei. Prendo il mio Willy, lo vesto con un profilattico e glielo infilo dentro. Incomincio a muoverlo ritmicamente, finché i gemiti si fanno più forti e il piacere scuote il suo corpo. Salgo sul letto vicino a lei e la bacio. Mi ringrazia.  Mi metto sopra di lei. La mia fessura bagnata sulla sua faccia, la sua lingua che mi lecca. Sono eccitata, quella situazione mi intriga. Il potere che sento su Nicole comincia a piacermi. Gioco con le mollette, le tolgo e le rimetto, le aggancio agli anelli che ha sulle grandi labbra. Lei continua a leccarmi, docile.  Non so se le faccio male, lei non si lamenta, cosi continuo con quello che le sto facendo. Voglio giocare con il suo seno. Prendo alcune mollette dal comodino. Lei è distesa supina. Le faccio mettere le mani sopra la testa e uso le manette che ho nel comodino (e che sono di Massimiliano) per fermarle i polsi alla tastiera di ferro del letto.  Lei è li, davanti a me, a mia disposizione. nicole_10_by_exposemephotography-d6wl9ldPosso fare di lei ciò che voglio ma voglio che sia lei a darmi il suo permesso cosi glielo chiedo e lei me lo concede. Posso disporre del  suo corpo come più mi aggrada. Mi dice che si fida di me e io lo apprezzo molto.
Nicole mi ringrazia ancora mentre io inizio a torturare il suo capezzolo sinistro. Prendo una molletta che ho sul comodino e tirandole il capezzolo la pinzo ad esso. Lei geme di dolore. Prendo un’altra molletta e l’aggancio al suo seno destro. Metto un’altra molletta intorno al capezzolo, poi un’altra e un’altra ancora. Sembra che le mollette disegnino come i petali di un fiore che vanno a proteggere quella sul capezzolo. Gioco con le mollette, le muovo, le colpisco con un dito, tiro il suo seno e lei fa una smorfia di dolore. La tocco tra le gambe, mentre con la mano le tolgo una delle mollette, giocando con esse. Quando rimangono solo le mollette centrali uso la bocca per liberarla. Mi avvicino al suo seno e lo bacio. La molletta quando il seno si muove, le provoca dolore. Prendo tra le labbra la molletta sul seno sinistro e la apro. La sputo sul letto e lecco il suo capezzolo. Lei geme di piacere. Passo all’altro seno e allo stesso modo apro la molletta ma non lo libero. Lascio che la molletta si richiuda e Nicole emette un gridolino di dolore misto a piacere. Muovo più forte la mia mano sul suo inguine e lei inarca la schiena e mi ringrazia per l’orgasmo che ha avuto. La bacio sulle labbra, poi le libero le mani.
nicole_4_by_exposemephotography-d6wl8gtLei si alza e fa per togliersi le mollette che ha ancora addosso. Le ordino di non farlo e la faccio inginocchiare davanti a me. Mi siedo sul letto con le gambe aperte davanti al suo viso. Lei capisce cosa voglio e comincia a baciarmi tra le cosce. Le ordino ti toccarsi tra le gambe e lei ubbidisce. La sua lingua percorre il mio corpo fino ad arrivare al centro del mio piacere. Ma voglio di più, voglio giocare ancora con la sua natura che ha ancora le mollette. Le ordino di rimettersi sul letto come prima con la gambe aperte. Voglio osservare le mollette e voglio venire mentre gioco con loro. “Come desidera Ma’am” mi dice. Salgo ancora sopra di lei, la mia natura è sul suo viso e io ho la sua vicino a mio. Prendo le mollette che ha attaccato alle grandi labbra  e ne tiro una. Lei si ferma un attimo, poi riprende a leccarmi. Scosto le mollette e infilo un dito dentro di lei. Scopro il suo clitoride e comincio ad accarezzarlo con il dito bagnato del suo umore. Nicole geme mentre con la sua lingua indugia sul mio.
L’orgasmo che percuote il mio corpo è cosi forte che mi sfugge un piccolo urlo. Rimaniamo sul letto vicine e abbracciate. Le scosto i capelli dal viso e la bacio. Ci rivestiamo e torniamo in salotto. Prima che se ne vada le regalo il completo carioca che ha provato, le dico che voglio che lo indossi lunedì per venire in ufficio. Lei mi dici che lo farà. Lunedì controllerò che mi abbia ubbidito. Guardo dalla finestra lei che si allontana sulla sua auto.  Prendo il cordless e mi siedo sul divano. Lilly mi viene in braccio e mi si accoccola in grembo. Compongo il numero di Massimiliano e aspetto che dall’altra parte squilli. Risponde al quarto squillo, proprio quando stavo per riattaccare.
“Ciao,   ho un regalo per te – gli dico sorridendo – sono sicura che ti piacerà” e gli invio la foto di Nicole per farsi che la veda. Intanto gli racconto tutto. La prossima volta con me e Nikky ci sarà anche lui.

Segreti tra donne (Women’secrets)

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All Pictures in this pages are from Exposemephotography.deviantart.com ©2016 per gentile concessione 

Certe volte il lavoro in ufficio può essere divertente. Dopo la pausa pranzo, sono rientrata e mi sono messa a sbrigare tutto il lavoro che avrei dovuto fare nella mattinata visto che avevo passato a “cazzeggiare” di qua e di là. Sono circa le 15.30, cosi decido di prendermi una pausa caffe.  Entro in bagno, apro la porta dei servizi e mi appresto a fare pipi. Entra una mia nuova collega, una ragazza bella e raffinata, rossa di capelli con bellissimi occhi verdi. Ha circa 24/25 anni, è stata assunta da poco e lavora alle relazioni con il pubblico. E’ di origini irlandesi da parte di nonna materna, anche se lei è italiana visto che è nata a Verona. Ha un bel corpo, snello e con un bel seno, una quarta abbondante. Si chiama Nicole ed è molto simpatica e in ufficio tutti gli uomini sono pazzi per lei.  Essendo nuova e bella, viene vista dalle colleghe come una minaccia e in buona parte la evitano. Gli uomini le sbavano dietro come dicevo, ma lei sembra non entrare in confidenza con nessuno. La saluto, le chiedo della sua mattinata per rompere il ghiaccio. Lei mi dice che ci sono certi uomini molto insistenti e che non vorrebbe essere sgarbata con loro, ma è che proprio non le interessano, cosi non sa come fare per essere lasciata in pace. Mi dice che ha notato come molte colleghe la guardano e che è rimasta male per tale comportamento, perché nessuna di loro si è premurata di conoscerla prima di giudicarla. Continua a leggere

Listen to the rain

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Ho sempre amato l’autunno. Vedere la pioggia che scende disegnando righe sui vetri, vedere la sua corsa inesorabile verso qualcosa che non potrà mai raggiungere,  sentire il suo odore, udire il suo incessante cadere, il suo picchiettare contro le cose, come qualcuno che bussa alla porta ma che nessuno farà mai entrare. La pioggia mi ha sempre trasmesso una sensazione di calma e di pace.
Quando ero una bambina molto piccola, sui quattro/cinque anni, stavo ore dietro ai vetri di una finestra a vedere la pioggia cadere e quando chiedevo a mia nonna perché piovesse, lei mi rispondeva sempre che erano le lacrime degli angeli che cadevano dal cielo perché erano tristi. Quando le domandavo perché gli angeli erano tristi e quindi piangessero, lei mi diceva che era per colpa di coloro che non si comportavano bene.
Allora le chiedevo se era colpa dei bambini come me, perché facevamo i cattivi, perché non ubbidivamo, perché facevamo i capricci. Lei mi diceva che non era colpa dei  bambini, perché i bambini sono bambini e crescono come li si educa. Mi diceva che era tutta colpa della cattiveria delle persone che con il loro comportamento non pensano mai alle conseguenze delle loro azioni. Mi diceva sempre che nel mondo ci sono tante persone, alcune  buone, alcune cattive. Mi raccontava che le persone erano cattive perché la vita lo era stata con loro, altre perché la cattiveria era l’unica cosa che conoscevano e altre perché fare del male agli altri, li faceva sentire meno soli, gli faceva sentire importanti.
Mi ricordo che all’epoca promettevo sempre che avrei fatto la brava cosi gli angeli non avrebbero più pianto, almeno non per colpa mia.
Mi ricordo che una volta le chiesi se anche lei era un angelo, perché la vedevo piangere spesso.
Lei mi abbracciava e mi rispondeva che piangeva perché era contenta che aveva me, perché ero la sua nipotina che poteva coccolare. Eppure le sue non mi sono mai sembrate lacrime di gioia, ma solo con il tempo capii il motivo del suo dolore.
Sono passati un sacco di anni da allora e ogni volta che piove non posso non pensare a quella donna che mi spiegava la vita con  semplicità, che mi dava tanto amore e che a modo suo cercava di tutelarmi dalla cattiveria che ci circonda.
Purtroppo se ne è andata troppo presto, a soli 54 anni per colpa di un tumore non curato in tempo.
Ogni volta che ascolto la pioggia, è come se ascoltassi la sua voce.

Ascolta ogni goccia di pioggia (ascolta, ascolta)
Che sussurra segreti invano
Cercando freneticamente qualcuno che ascolti
La loro storia, prima che finiscano a terra.

 

Intimacy

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Intimacy is not purely physical:
it’s the act of connecting with
someone so deeply
you feel like you can see into their soul.

L’intimità non è un atto puramente fisico:
è l’atto di connettersi con qualcuno 
cosi profondamente
che ti fa sentire come se potessi vedere dentro la loro anima.

from: BDSM Beginner guide
https://www.facebook.com/Beginners101/

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©2013 Connorportraits.deviantart.com

Se c’è una cosa….

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Fonte FB

che mi ha sempre infastidito molto, sono quegli uomini che, soprattutto al telefono durante le prime volte che ci si sente, ti domandano: “Cosa mi faresti se fossi li con te?”  Li mi veniva spontaneo rispondere:
“Ma chi te conosce?”, ma facevo  finta di nulla per non sembrare maleducata e cercavo di mandargli un messaggio subliminale per avvertirlo che:

  1. Non ho intenzione di rispondere a questa domanda nemmeno sotto tortura perché non mi interessa farlo.
  2. Se mi fosse interessato fare qualcosa con te, lo avresti saputo, non avresti alcun bisogno di chiedere.
  3. Con tutte le cose intelligenti che potevi chiedere, hai scelto proprio questa? A questo punto se lui avesse avuto anche una sola possibilità se la sarebbe giocata. Pace all’anima sua!

Le risposte che davo erano le più svariate dal: “Ti farei stirare, c’è un mucchio di vestiti nella cesta che mi osserva curioso di sapere il suo destino”;  o  “ti farei cucinare che non ho voglia di farlo io”, o “ti farei piantare i fiori in giardino prima che mi muoiano”, o ” ti farei lavare i piatti perchè mi sono appena messa lo smalto e mi si rovina”; oppure “ti farei riparare il lavandino che perde, almeno ti rendi utile per una volta in vita tua”,  cosi via.
Speravo sempre che cogliessero l’ironia della risposta e cambiassero argomento, ma qualcuno proprio persisteva su questa strada e allora si beccavano una rispostaccia al vetriolo giusto come avvertimento. Non sono molti gli uomini con cui sono uscita dopo questo tipo di approccio, sinceramente me ne ricordo solo due, uno dei quali mi piaceva veramente molto e non ha avuto il bisogno di ripetere la domanda, il secondo invece era molto simpatico e la cosa si è fermata sul piano “amicizia”.
Quello che mi sono sempre chiesta è cosa spinge un uomo a porre una domanda del genere, una donna nel 90% dei casi (a meno che non ci sia una forte affinità sessuale), non lo domanderebbe mai.

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